
VIOLENZA PSICOLOGICA
SE NON C’E’ FIDUCIA, NON E’ AMORE
Cos’è: la violenza psicologica ha carattere ricorsivo, si sviluppa nel tempo in un crescendo di gravità e può seguire un andamento ciclico, in cui alle aggressioni (in questo caso verbali) si alternano momenti di calma e di riappacificazione.
Esempi: offese, accuse, atti denigratori, minacce, insulti, umiliazioni, svalutazioni, isolamento sociale, limitazione della libertà, controllo, proibizioni di frequentare amici e parenti, esclusione dalle decisioni importanti che riguardano la famiglia o la coppia, mancata assistenza in caso di malattia o bisogno.
Per la vittima diventa un susseguirsi di umiliazioni e vessazioni, che possono includere insulti personali diretti (“sei brutta”, “sei stupida”, “non capisci niente”), svalutazioni legate ai ruoli sociali (“non vali niente come moglie/compagna/madre/ lavoratrice”), svalutazioni dei risultati conseguiti (nello studio o nel lavoro), ridicolizzazioni in pubblico.
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Esempi: offese, accuse, atti denigratori, minacce, insulti, umiliazioni, svalutazioni, isolamento sociale, limitazione della libertà, controllo, proibizioni di frequentare amici e parenti, esclusione dalle decisioni importanti che riguardano la famiglia o la coppia, mancata assistenza in caso di malattia o bisogno.
Per la vittima diventa un susseguirsi di umiliazioni e vessazioni, che possono includere insulti personali diretti (“sei brutta”, “sei stupida”, “non capisci niente”), svalutazioni legate ai ruoli sociali (“non vali niente come moglie/compagna/madre/ lavoratrice”), svalutazioni dei risultati conseguiti (nello studio o nel lavoro), ridicolizzazioni in pubblico.
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Sono violenza psicologica tutte le dinamiche di controllo generalizzato (monitoraggio degli spostamenti, delle relazioni, dei canali social, delle mail, del telefono, delle password, delle spese, dell’abbigliamento), accuse e attribuzioni di colpe da parte dell’abusante rispetto ai comportamenti da lui agiti (“è colpa tua se faccio così”, “se tu fossi diversa questo non accadrebbe”, “se tu facessi quello che mi aspetto non saremmo a questo punto”).
E’ violenza psicologica il Gaslighting ovvero la manipolazione psicologica attraverso la quale l’abusante presenta alla vittima false informazioni con l’intento di farla dubitare di se stessa, della sua stessa memoria e percezione, della sua capacità di analisi e valutazione della realtà fino a farla sentire disorientata, inadeguata, o addirittura sospettosa di star sviluppando un disturbo psichico, anche attraverso la negazione che determinati episodi siano mai accaduti o al contrario, attraverso l’invenzione che determinati eventi abbiano di fatto avuto luogo, o attraverso la messa in scena di situazioni insolite, bizzarre, con l’intento di disorientare e confondere la vittima.
Conseguenze: I maltrattamenti familiari sono paragonabili, negli effetti psicologici che provocano sulle vittime, ad altre situazioni traumatizzanti come i disastri naturali, le guerre i sequestri di persona. Gli effetti della violenza, compresa quella psicologica, su chi la subisce possono, dunque, essere devastanti. Le vittime possono sperimentare sensi di colpa, autobiasimo, vergogna, paura, impotenza. Possono sviluppare risposte di ansia, stress, depressione. Le conseguenze della violenza possono riverberarsi sia sul piano della salute fisica che su quello della salute mentale, tenendo conto del fatto che i due ambiti sono strettamente collegati.