
VIOLENZA FISICA
SE NON C’E’ FIDUCIA, NON E’ AMORE
Cos’è: la violenza fisica/domestica rende la relazione un luogo insicuro dove i comportamenti violenti agiti dal partner abusante compromettono la salute fisica e mentale di chi li subisce.
Esempi: lancio di oggetti, spintonamento, schiaffi, morsi, calci o pugni, colpire o cercare di colpire con un oggetto, percosse, soffocamento, minaccia con arma da fuoco o da taglio, uso di arma da fuoco o da taglio. La violenza contro le donne, compresa la sua declinazione domestica non è una emergenza ma un fenomeno sistemico, che affonda le proprie radici nella costruzione sociale e culturale della disparità di potere tra i generi presente a tutte le latitudini, trasversale ad aree geografiche, condizioni socioeconomiche, religione.
Il modello della “Spirale della violenza” illustra accuratamente l’andamento della dinamica: la violenza, infatti, non si manifesta sempre esplicitamente sin da subito, ma presenta un’escalation di gravità ed evolve articolandosi in più fasi.
continua a leggere…
Esempi: lancio di oggetti, spintonamento, schiaffi, morsi, calci o pugni, colpire o cercare di colpire con un oggetto, percosse, soffocamento, minaccia con arma da fuoco o da taglio, uso di arma da fuoco o da taglio. La violenza contro le donne, compresa la sua declinazione domestica non è una emergenza ma un fenomeno sistemico, che affonda le proprie radici nella costruzione sociale e culturale della disparità di potere tra i generi presente a tutte le latitudini, trasversale ad aree geografiche, condizioni socioeconomiche, religione.
Il modello della “Spirale della violenza” illustra accuratamente l’andamento della dinamica: la violenza, infatti, non si manifesta sempre esplicitamente sin da subito, ma presenta un’escalation di gravità ed evolve articolandosi in più fasi.
continua a leggere…
La prima fase prevede un graduale aumento della tensione caratterizzato da liti frequenti e da tentativi della vittima di disinnescare la tensione, segue poi la seconda fase dell’aggressione, in cui si manifestano i comportamenti violenti, e infine si giunge alla terza fase del pentimento e della riconciliazione, in cui l’aggressore chiede scusa e si pente del proprio comportamento. Queste fasi si presentano alternandosi e seguendo un andamento ciclico. Infatti, isolamento, intimidazioni, minacce, ricatto dei/lle figli/e, aggressioni fisiche e sessuali si intervallano spesso a false riappacificazioni, momenti di relativa calma in cui la coppia vive la cosiddetta “fase della luna di miele”, questo processo contribuisce a confondere la donna, aumentandone al contempo l’insicurezza.
La violenza domestica, quando agita contro una donna che è anche madre, è sempre anche un attacco alla relazione mamma-bambino/a. Per i bambini e le bambine che assistono alla violenza nei confronti della madre si configura un trauma complesso che riverbera i suoi effetti a livello emotivo, cognitivo e relazionale, con un alto rischio di trasmissione intergenerazionale della violenza.
Conseguenze: per le donne sopravvissute a violenza domestica possono essere gravi e profonde e anche più acute se esse sono madri. Più della metà delle vittime soffre di perdita di fiducia e autostima cui seguono anche ansia, fobia e attacchi di panico, disperazione e sensazione di impotenza, disturbi del sonno e dell’alimentazione, depressione, nonché difficoltà a concentrarsi e perdita della memoria, dolori ricorrenti nel corpo, difficoltà nel gestire i/le figli/e e infine autolesionismo o idee di suicidio.