
VIOLENZA ECONOMICA
SE NON C’E’ FIDUCIA, NON E’ AMORE
Cos’è: la violenza economica è difficile da registrare come forma di violenza. Può sembrare normale e scontato che la gestione delle finanze familiari spetti all’uomo.
Esempi: limitare o negare l’accesso alle finanze familiari, occultare la situazione patrimoniale e le disponibilità finanziarie della famiglia, vietare, ostacolare o boicottare il lavoro fuori casa della donna, non adempiere ai doveri di mantenimento stabiliti dalla legge, sfruttare la donna come forza lavoro nell’azienda familiare senza retribuzione, appropriarsi dei risparmi o dei guadagni del lavoro della donna e usarli a proprio vantaggio.
In molti nuclei familiari è ancora radicata l’abitudine di delegare il controllo e le decisioni economiche ad un membro in particolare che prevalentemente coincide con l’uomo che ha il potere economico, in conseguenza dell’oggettivo divario di genere nella retribuzione ancora persistente nel mondo del lavoro.
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Esempi: limitare o negare l’accesso alle finanze familiari, occultare la situazione patrimoniale e le disponibilità finanziarie della famiglia, vietare, ostacolare o boicottare il lavoro fuori casa della donna, non adempiere ai doveri di mantenimento stabiliti dalla legge, sfruttare la donna come forza lavoro nell’azienda familiare senza retribuzione, appropriarsi dei risparmi o dei guadagni del lavoro della donna e usarli a proprio vantaggio.
In molti nuclei familiari è ancora radicata l’abitudine di delegare il controllo e le decisioni economiche ad un membro in particolare che prevalentemente coincide con l’uomo che ha il potere economico, in conseguenza dell’oggettivo divario di genere nella retribuzione ancora persistente nel mondo del lavoro.
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A parità di titoli di studio e di competenze, di ambizioni, di inquadramento contrattuale e mansioni, a parità di opportunità, l’uomo offre e garantisce maggiore disponibilità full-time alle ore lavorative. Nel delegare alle donne le mansioni nella vita privata e familiare, la cura dei figli, della casa, degli anziani, svolge attività lavorativa a tempo pieno, ricava un reddito maggiore e alla lunga si assicura una previdenza pensionistica maggiore.
Conseguenze: sottrarre le risorse o l’autonomia di gestione delle risorse è una violenza subdola, un lento stillicidio di grande impatto nella debilitazione della vittima. Può provocare un danno patrimoniale ma anche esistenziale e morale quando limita la definizione di sé, il proprio autonomo sostentamento, la libera scelta di una particolare alimentazione, la cura della propria immagine, la cura della persona (dal parrucchiere all’estetista, a profumi, trucchi, accessori, al dedicare il proprio tempo libero a coltivare una passione, un talento, uno sport, l’avere un proprio conto corrente e una propria carta di credito, avere dei propri risparmi e avere la libertà di gestirli, spenderli o investirli. E’ violenza economica ogni volta che, colui che si sente o si definisce arcaicamente il “capo famiglia”, pone in essere una condotta di costante minaccia di negare ai membri del nucleo familiare risorse economiche autonome, scoraggiando fortemente o addirittura impedendo scelte di studio, di vita. E’ violenza economica anche non fornire spiegazioni su documenti di cui si chiede la firma insistentemente o la si pretende, in alcuni casi si falsifica la firma su contratti o documenti vincolanti.